Dal secondo anno in poi si iniziano a strutturare le informazioni di gioco che si sono apprese al primo anno per riuscire a creare in modo sempre migliore delle storie seguendo le regole per mettere in scena storie interessanti.

 

Claudio Spadoni

L’improvvisazione è scoperta, gioco e divertimento. E’ la magia di creare insieme nuovi mondi, su un palco vuoto pronto ad essere riempito da qualunque fantasia animi le nostre menti.

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Secondo Anno
Alla scoperta degli strumenti

Il secondo anno è quello bello dove tutti vengono messi un pò in “crisi”, perchè si inizia ad avere la consapevolezza di avere tante armi a disposizione da poter usare per creare le storie, e bisogna capire quale sia quella giusta da usare nel momento migliore. Si inizia così un processo di stabilizzazione, costruire, di quelle tecniche accennate al primo anno. Le storie diventeranno più lunghe e i personaggi acquisteranno più profondità. Si continuerà nella ricerca della situazione comica e non nell’escamotage della semplice battuta. Migliorerà l’uso dello spazio scenico, l’uso della voce, e di pause e silenzi scenici. Verranno illustrate le vie delle storie, e i colori che si portano dietro, e l’uso della musica, come componente d’aiuto alla creazione del flusso narrativo.

 

 

 

Terzo Anno
Iniziamo a fare sul serio

Il terzo è quello in cui si cementano le proprie qualità e in cui si gioca affidandosi definitivamente agli altri. Saranno introdotti tutti i generi teatrali e cinematografici. Il processo di affinamento sarà ancora maggiore. E nella dinamica di gruppo, la consapevolezza di sapere che in scena si è sempre liberi di sbagliare, perché nell’improvvisazione non c’è errore, ma ogni errore è un input per aprire una narrazione inaspettata. Verrà data importanza all’uso del corpo come strumento di narrazione. Gli strumenti di montaggio e regia troveranno ancora meglio un dialogo con le parole tempo e velocità. Si continuerà a studiare i generi teatrali e i principali format per gli spettacoli di Short Form e di Long Form.